DOV’È IL MIO CUORE?

Ciascuno di noi è forza, tempra, impeto, delicatezza, creatività, coraggio, perspicacia, audacia, fiducia e molto, molto di più…

Dal dizionario Treccani:

Nutrire

- 1. a. Fornire a un organismo vivente (uomo, animale, pianta) gli alimenti e in genere le sostanze necessarie per consentirgli la vita, cioè la crescita, lo sviluppo e le funzioni e attività sue proprie,

Nel rifl., alimentarsi, assumere il cibo, il nutrimento: bisogna nutrirsi per vivere.

- 2. estens. Allevare, far crescere, tenendo presso di sé e fornendo non soltanto gli alimenti ma quant’altro serve allo sviluppo fisico, intellettuale, morale, spesso (spec. nel passivo) con sottintesa anche l’opera dell’educare e formare spiritualmente

- 3. fig. a. Sviluppare le facoltà spirituali, intellettuali, morali, con mezzi idonei: n. la mente con lo studio (con altra costruzione: studî che nutrono la mente, l’ingegno), e, nel rifl., nutrirsi di buoni studî, di buone letture; n. lo spirito con l’assidua meditazione. b. Coltivare, cioè provare e tener vivo in sé, un sentimento: n. affetto, gratitudine, amore, o antipatia, avversione, rancore, odio (verso, nei confronti di, o per qualcuno); n. speranza (di qualche cosa).

Meno com. nel senso di eccitare, fomentare e tener vivo in altri; più usato in questa accezione il verbo alimentare, anche quando ci si riferisca a cose materiali, nel senso di fornire esca: n. la lampada, la fiamma, con aggiunta di olio o di altro combustibile; n. il fuoco con fascine. […]


È ovvio che sappiamo tutti il significato di questo maestoso verbo, però troppo sovente lo dimentichiamo, o meglio, ci dimentichiamo di apporre su di esso la giusta modalità di azione e soprattutto L’INTENTO.


Il “cosa”, certo, è importante, ma il “come” lo è ancor di più…


Ampliamo ora la nostra panoramica: chiedetevi:

“Come: mangio?

Qual è il mio stato d’animo quando mi metto a tavola?

A cosa penso quando faccio la spesa, quando la sistemo in casa, quando cucino e quando mi siedo a tavola?

Quali emozioni entrano in gioco mentre effettuo le azioni sopra citate?

Dove sono io quando preparo un pasto e quando introduco cibo nel mio corpo?”


Ora allarghiamo gli orizzonti, chiedetevi:

“Come mi avvicino alla scelta del cibo? So cosa mi piace e cosa non mi piace?

Seguo il mio istinto o le direttive che mi sono state date (o che ho letto qua e là), oppure dipende dal momento?

Mangiare è un’abitudine, un momento in cui si perde tempo oppure un gesto sacro e divertente?”


Espandiamoci ancor di più:

“Oltre al cibo, presto attenzione a tutto ciò che entra nel mio corpo? Cibo, pensieri, emozioni…

Riesco a sentire se il mio corpo ha fame o se preferisce attendere?

Quando la fame si interrompe bruscamente, cosa mi è accaduto? Stavo pensando a qualcosa o a qualcuno?

Perché a volte mi si ‘chiude lo stomaco’? Cosa non voglio far passare e perché?”



Ancora più espansi:

“Ci sono persone che nutrono la mia vita? Le frequento? Troppo o troppo poco?

Ci sono persone o situazioni che assillano la mia vita, che la incupiscono?

Ci sono azioni che nutrono il mio spirito? Le conosco? Le attuo? Oppure le lascio sempre per ultime e finisco col farle solo se mi rimane del tempo?

Vivo in un ambiente che amo?

Faccio un lavoro per il quale il mio cuore batte forte?

Il/la mio/a partner aggiunge qualcosa alla mia vita (cose senza le quali non potrei vivere) oppure ci nutriamo a vicenda in un continuo scambio che vive e tende sempre a maggior gioia?

Ho degli interessi, passatempi e passioni che coltivo quotidianamente?”


Sembrano banali domande, magari le scorriamo leggendo velocemente, ma il nostro cuore dov’è?


Bisognerebbe che per ciascuna di esse dedicassimo almeno 7 giorni, giorni di totale attenzione e focus per conoscerci e non rifiutare ciò che emerge di noi.

Al massimo, se riscontriamo qualche ‘pecca’, possiamo sempre approfondire e aggiustare il tiro.


Spesso la parte di noi più superficiale ci strattona, a volte ci comanda costringendoci a fare ciò che vuole lei, si abbuffa quando non dovrebbe e digiuna quando dovrebbe nutrirsi…. E ovviamente non sto parlando solo di cibo!


Se da uno stato di SOPRAVVIVENZA scegliamo per la VITA, i cambiamenti sono necessari, alcune volte possono anche essere drastici, ma è normale perché il salto è alto, lo stacco è netto.

Scegliere la VITA significa scegliere di essere felici, in salute, in armonia con chi ci sta accanto e tutto questo implica scelte importanti. Bisogna imparare a dire dei no e anche imparare a dire dei sì.


Dire di sì alla VITA, significa prima di tutto fermarsi. Respirare.

E iniziare a capire COSA NOI INTENDIAMO PER VITA. Sarebbe sufficiente chiedersi “Perché sono nato/a?”

Non pretendete la risposta, ma pretendete da voi stessi di stare in ascolto, ascoltate cosa siete venuti a testimoniare, provate a sentire per quale motivo questo vostro corpo è fatto così com’è e cosa esso sta dicendo di voi…

Lui, il corpo, ci dice praticamente tutto.

Lui sa cosa ci piace e sa chi o cosa non ci piace, ma non gli diamo retta.

Lui ci parla costantemente, ma abbiamo perso la capacità di fidarci di lui.

Facciamo esami preventivi come se ci aspettassimo che, da un momento all’altro, il corpo ci possa tradire, come se il nostro corpo tramasse alle nostre spalle sperando di fregarci e poi quando meno ce lo aspettiamo…. ZAC! Ci potesse creare un bel problema! Magari una malattia!


Ma se siamo nati per la vita ed è la vita che abbiamo scelto, allora il nostro corpo (emozioni incluse) deve diventare il nostro fedele alleato, un consigliere, il nostro personale ambasciatore.


Lo detestate? Pensate che menta?

Tornate alla vostra scelta. Volete ancora scegliere per la VITA?

Allora state in ascolto di voi stessi e vedrete che nulla di veritiero vi conduce alla morte, né ai problemi, né alla miseria. Ciò che è vero in noi, la nostra anima, si prodiga h.24/24 per insegnarci a tornare ad essere in armonia col creato: natura, eventi e persone. È un pacchetto all-inclusive.


…un pacchetto che scegliemmo molto tempo fa.

Un dono, un mistero, una grazia senza confini.

Un gioco super strategico che ci ha fatto dimenticare che stiamo giocando.


Ecco, nutrirsi è un gioco.

Deve essere fatto in leggerezza.

Che sia il nutrimento del cibo, della compagnia di qualcuno, della musica che ascoltaamo, del luogo in cui viviamo, delle opere d’arte che guardiamo… non dimentichiamo mai di danzare leggiadri tra le braccia del Padre, anche e soprattutto quando ci sentiamo pesanti, senza forze e abbandonati.


Ciascuno di noi è forza, tempra, impeto, delicatezza, creatività, coraggio, perspicacia, audacia, fiducia e molto, molto di più… basta accettare in quale misura, in ciascuno di noi, sono presenti questi tesori ricordandoci che non è assomigliando a qualcuno che scegliamo di vivere, ma tentando in ogni momento di esperire la nostra unicità, con la fede e con il cuore.

Adesso, per esempio, il tuo cuore dove sta?


Di questo e molto altro tratteremo martedì 8 e martedì 15 giugno, due appuntamenti dal titolo NUTRIRSI DI BELLEZZA, serate tenute da me e Gabriel, sotto le info.


Con amore,

Paola



PROSSIMI APPUNTAMENTI:


𝗡𝗨𝗧𝗥𝗜𝗥𝗦𝗜 𝗗𝗜 𝗕𝗘𝗟𝗟𝗘𝗭𝗭𝗔: 𝗔𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗼 𝘀𝘂 𝗰𝘂𝗶 𝗳𝗶𝗼𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝟯𝟲𝟬° 𝗠𝗔𝗥𝗧𝗘𝗗𝗜̀ 𝟬𝟴 𝗲 𝗠𝗔𝗥𝗧𝗘𝗗𝗜̀ 𝟭𝟱 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟭 𝗵.𝟮𝟭.𝟬𝟬 - 𝗵.𝟮𝟯.𝟬𝟬

INCONTRO ONLINE

conducono: Paola Costa e Gabriel Aiello Due serate dedicate alla bellezza e al nutrimento, utilizzeremo il SENTIRE come mezzo per nutrire corpo, mente e anima. Alla parte teorica verranno associati anche degli esercizi pratici e verrà dato ampio spazio alle domande.

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