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La tavola "ben" apparecchiata



Sabato scorso, durante l’incontro che si è tenuto a Iseo, mi è venuta in mente una metafora che credo spieghi bene la condizione in cui tante volte ci troviamo (o ci siamo trovati).

L’ho chiamata la TAVOLA APPARECCHIATA.


Immagina che, nel corso della la tua vita, tu abbia allestito la tua esistenza come si farebbe per una tavola ben apparecchiata, con persone, situazioni, esperienze, luoghi che hai deciso di mettere e poi di tenere nella tua vita.

Nella metafora, quindi, tu ti trovi dinnanzi a un tavolo su cui un giorno hai posato una tovaglia, poi tovaglioli, posate, piatti, bicchieri, centritavola, magari candele, segnaposti e tutto ciò che tu hai voluto, o creduto di volere.

Accade poi, un giorno, che tu inizi a renderti conto che ci sono delle cose su questa tavola che non voi più, ma non hai il coraggio di toglierle né, tanto meno, di buttarle via.

Allora le lasci lì, ma non ti piacciono, eppure le tieni e il vederle ogni giorno ti affatica, ti rattrista, sai di non volerle più, ma dici che vanno bene oppure che non le puoi togliere.


Poi, col passere del tempo, inizi a lamentartene, ma neanche in quel momento ti permetti di toglierle.

E ancora passa altro tempo e tu diventi sempre più triste o depresso perché non hai rinnovato la tua tavola come avresti voluto.


...finché, un bel giorno, SBADABAM!


Con un grosso frastuono arriva la vita che sfila via la tovaglia con tutto ciò che tu ci avevi messo sopra (e non lo fa come farebbe un abile mago, lasciando ogni cosa al proprio posto).

La vita arriva e scuote a terra tutto ciò che tu le avevi messo sopra!


E tu resti li, attonito, a fissare il tavolo e…

Non fai nemmeno in tempo a pensare “Beh, almeno il tavolo è rimasto intero..” che lo vedi letterelmente sbriciolarsi in segatura e di tutto ciò che avevi non resta nulla, nulla.


Sei andato nel panico?

Mi auguro di no, o forse un pochino mi auguro di sì, perché crediamo che la fatica per cambiare sia insostenibile solo quando non abbiamo idea di cosa significhi ricominciare daccapo quando tutti i vasi sono andati in cocci.


Eppure, la vita è sempre nostra alleata, anche quando sembra voglia annientarci con le sue prove, ma quanto possiamo evitare il “peggio”?


Io credo che molte volte possiamo! E sono certa che SEMPRE sappiamo cosa fare.


Il difficile è solo ammettere che qualcosa sulla nostra tavola (cioè nella nostra vita) non ci va più bene e fare quel piccolo sforzo nell’ignoto per provare a cambiare.

La mia esperienza mi ha insegnato che quando con la coda dell'occhio vediamo bene ciò che dovremmo fare ma non lo facciamo, arriverà il giorno in cui diremo "Se lo avessi fatto prima..."


Ecco perché ho intitolato il prossimo incontro a Torino: “Tutto cambia, sempre”, per invitare le persone ad allenarsi al cambiamento perché credo sia una delle pochissime cose certe della nostra vita, ma che nonostante ciò rifuggiamo come la peste!


Essere su questo magnifico pianeta e sprecare fatica affinché nulla cambi è come continuare a mettere benzina in un serbatoio che, in realtà, è un colabrodo!


Sono sempre più convinta che SIAMO NATI PER ESSERE FELICI!


Con amore,

Paola

PROSSIMI APPUNTAMENTI:


CONFERENZA e COSTELLAZIONI FAMILIARI

"Tutto cambia, sempre"

Torino, domenica 4 febbraio 2024


oppure



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