CIO' CHE SENTO HA UN VALORE INFINITO

...devo solo recuperarlo...

Ci sono sofferenze che hanno origini molto lontane, a volte arrivano da generazioni passate, altre volte dal nostro periodo prenatale oppure dalla nostra infanzia. In ogni caso, si tratta sempre della nostra capacità animica di poter trasformare il dolore in amore e gioia, anche quando non abbiamo idea di essere un’anima, anche quando crediamo che sia solo colpa degli altri e anche quando non troviamo nessun tipo di soluzione ai nostri dolori. Una delle sofferenze che maggiormente mi capita di incontrare è la difficoltà di mettersi in gioco (non solo nell’ambito della crescita personale, ma in vari ambiti della vita) davanti agli altri, davanti ad un gruppo, con la relativa paura di poter fare brutta figura o di non essere capaci, quindi essere criticati o esclusi. Ma da dove deriva tutto questo? In parte da ciò che vi ho scritto nelle prime righe, ma per essere più concreti, basta andare a vedere noi stessi da piccoli. Sin da piccini abbiamo registrato, poi a volte la memoria se lo ricorda altre volte no, quell'evento in cui ci siamo disperati e ci siamo sentiti “persi”. Qualcosa è accaduto, non siamo stati capiti (come fanno tra l’altro quegli storditi di adulti a capire un bambino? Impresa epica!) e ci siamo sentiti sbagliati. Eccolo li. La “me” piccola che si trova sola, con la sensazione che sarà sola per sempre. Quindi, per sopravvivere, devo sviluppare in me un qualcosa che non mi faccia mai più sentire così. Non voglio semplificare questo discorso perché è importantissimo, ma voglio darvi qualche semplice spunto almeno per oggi. Dunque cosa metterò in atto? Semplifichiamo ancora. Scegliamo due reazioni:

1) Inizierò a pensare che per non sentirmi più “sola per sempre” e per non soffrire più devo in qualche modo omologarmi. Certo la me piccola non penserà con queste parole, ma è ciò che andrà ad attuare e, tentativo dopo tentativo, inizierà ad abbandonare la propria “forma” (cioè le proprie straordinarie caratteristiche) per diventare la bambina che non sarà mai più sgridata. Quindi, per essere la bambina brava, smetto di fare ciò che sento e inizio a fare ciò che piace a mamma e papà (e poi crescendo farò ciò che piace alla maestra, agli amici e al fidanzato, al capo, etc). Col tempo, dimenticherò chi sono, cosa mi piace e inizierò a credere in questa finzione che nasce solo dal desiderio di non soffrire. Perderò me stessa, ma non l’amore di mamma e papà e di tutti gli altri.

2) Sfido tutti, combatto contro tutti, non mi interessa di piacere a nessuno e innesco la modalità “sfida” anche quando non serve. Terrò me stessa (almeno così penserò) ma sentirò di non essere amata da nessuno e sempre stanca perché la lotta è continua e costante. In ambo i casi, crescendo, potrò credere di aver risolto questi nodi fondamentali, potrò costruire maschere su maschere per non SENTIRE IL MALE, perché in entrambi i casi la sofferenza c’è eccome! …ma quel dolore, in me resta. Da un punto di vista evolutivo quel dolore è sacro, è il mio alleato e col cavolo che, se io continuo a vederlo come un demone, lui se ne andrà! Ora, veniamo a noi e al motivo che mi ha spinta a scrivere questo post. Quando ho deciso di sospendere gli incontri individuali on-line per concentrare tutta me stessa per le attività in gruppo e in presenza, sono fioccate le richieste per consulti individuali on-line.

Ciascuno ha la propria motivazione e, a livello di superficie, per me sono tutte valide, ve lo assicuro. Ma se si va a fondo, si può vedere che il mettersi a confronto con gli altri, doversi mettere alla prova, esporsi e essere guardati, fa scattare un campanello: - DLIN DLON!!! - CHI È? - SONO LA PAURA - LA PAURA DI CHI? - LA PAURA TUA DI FAR VEDERE TE STESSO AGLI ALTRI, DI NON PIACERE E DI SOFFRIRE - …MA FAMMI IL FAVORE, IO TI HO COMBATTUTO PER ANNI, HO VINTO IO E TU NON ESISTI! - AH, SÌ! ALLORA PERCHÉ NON VAI A QUELLA FESTA A CUI TIENI TANTO? - Il fatto è che NON SIAMO SBAGLIATI. E il gruppo ci dà l'opportunità di comprendere questa verità. (...certo a meno che non andiate in un posto dove tutti si sono messi d'accordo per farvi sentire fuori luogo....!!!)

Lascia perdere l’imbarazzo (tanto lui non lascerà perdere te e parteciperà con te), dedicati piuttosto a capire se quella cosa la vuoi fare o meno. E, ovviamente, non riguarda solo i lavori di gruppo che faccio io ma tutte le attività della tua vita che vorresti fare, ma non fai. Lascia riemergere i desideri della tua anima, resta saldo in essi e attraversa le tue paure. Quello che credi essere un demone, si trasformerà in alleato e la tua vita guarirà da dolori antichi. Ti dico tutto questo parlandoti anche della mia personale esperienza. Sin da bambina mi sono sempre sentita un po' diversa, tra le varie cose, ero la più cicciottella e (fino alle elementari) anche la più alta della classe. Mi sentivo sempre bollata come “fuori misura”, quindi sbagliata, e ciò mi faceva sentire diversa, esclusa. Quando tentavo di fare ciò che facevano gli altri, gli altri ridevano di me. All''inizio mi arrabbiavo e urlavo la mia rabbia (per anni mi hanno chiamata "Paolina no"), ma poi col tempo son diventata remissiva tipo “mi va bene tutto e tutti”. Ma visto che ogni nodo vien sempre al pettine, col passare degli anni ho dovuto riprendere in mano quelle situazioni e ho scelto di mettermi in gioco. Se avessi rifiutato anni fa di iscrivermi (già più che trentenne) a corsi di teatro e anni dopo a corsi di danza, oggi non sarei qui come sono a dirvi ciò che vi dico. Ho sofferto nella trasformazione? Sì, la sofferenza che era in me (non un grammo di più) è venuta fuori in tutta la sua bellezza e adesso nel mio lavoro è fonte di enorme comprensione e EMPATIA! Tant'è che ora quel soffrire lo vedo come fatto transitorio e persino irrisorio rispetto a come stavo messa dentro. E tu, come ti senti e come ti comporti quando gli altri ti mettono in soggezione?

Con amore, Paola

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI:


Torino, 16 settembre 2022

EMPATIA

serata gratuita con Paola Costa


Che gioia! Una serata dedicata alla sperimentazione di questa sacra e magnifica emozione animica: l'EMPATIA.

Avremo modo di percepire cosa sia e come allenarci per svilupparla.


Inoltre, essendo essa la parola chiave del mio lavoro, ti spiegherò in cosa consistono le COSTELLAZIONI FAMILIARI e le RICONNESSIONI AL CORPO SACRO, anche in vista del percorso che partirà in autunno dal titolo "A CIASCUNO IL PROPRIO POSTO" (info qui).


👉 Ingresso gratuito

👉 Iscrizione obbligatoria: paolacosta.residenziali@gmail.com




 

A CIASCUNO IL PROPRIO POSTO versione 2.0

Percorso di COSTELLAZIONI FAMILIARI e RICONNESSIONI AL CORPO SACRO

con Paola Costa


Due domeniche per approfondire le tematiche e sciogliere i blocchi che ti impediscono di vivere una VITA REALIZZATA.

Lascia i vecchi schemi e costruisci una vita tutta tua seguendo

i precetti della tua anima e realizzando così i tuoi sogni…

Spesso dimentichiamo che, per vivere il presente, bisogna guardare con rispetto al passato, ai nostri genitori e a coloro che ci hanno preceduti.

Solo così possiamo RIPRENDERE IL NOSTRO POSTO DI FIGLI, di coloro

che sanno ricevere, che sono amati e che quindi possono dare.

Ciascuno potrà portare la propria tematica: vedremo insieme come agiscono

i "movimenti dell'amore" e la consapevolezza di chi siamo.

Dagli ordini familiari dipendono TUTTI i campi della nostra vita:

sapere qual è il nostro posto e saperlo mantenere è fondamentale

per vivere realizzati nell’amore, nel successo e negli affetti.


Lo faremo insieme!



LE DATE


Serata di presentazione gratuita: venerdì 16/9/22 @21:00 – 22:30


1° Incontro: domenica 02/10/22 @ 10:00 – 18:00

3° Incontro: domenica 13/11/22 @ 10:00 – 18:00

Per maggiori info e iscrizione, scrivimi a paolacosta.info@gmail.com

17 visualizzazioni

Post correlati

Mostra tutti