LA BELLEZZA DEI GESTI COMPIUTI

è un silenzioso e rispettoso sguardo che ognuno di noi...

Oggi ti vorrei parlare della bellezza dei gesti compiuti.

Sembra un tema troppo vasto e a dire il vero non so nemmeno da dove iniziare, ma sono certa che, strada scrivendo, tutto arriverà nel modo giusto e le mie dita si muoveranno sulla tastiera del pc come quelle di un pianista su un pianoforte.

Sono stata ispirata oggi, ancora una volta, da una scena commovente che vivo ogni volta che incontro qualcuno. Quello di oggi era un “A tu per tu”(incontri individuali on-line che, tra l’altro ho sospeso, per invogliare le persone a vedersi di persona).


Ma veniamo al dunque.


Le regole del vivere bene e nella gioia sono troppo semplici per essere osservate e applicate, perché fa capolino la nostra mente (quasi completamente fuori dal nostro controllo) e zac!

Ecco la fregatura del “ma dai… non può essere così facile!” e, invece, lo è.

Vivere nella gioia è facilissimo, il difficile è lasciarsi andare a quella travolgente bellezza nella quale siamo immersi.


Sono molto abituata a sentire i racconti delle persone, a volte riguardano singoli episodi, a volte riguardano una vita intera e quello che noto sempre è che ogni gesto ha in se stesso tutto l’universo.


Sono storie di uomini e donne, che al mio interno appaiono come vere e proprie figure, di cui riesco a intuire sogni, speranze, delusioni, vittorie, intoppi, gioie e dolori.

Persone mai conosciute e che probabilmente non conoscerò mai, eppure… ogni volta resto incantata da ciò che hanno fatto e da come vita abbia cercato di evolversi attraverso infiniti tentativi.


Non mi soffermo mai sui risultati, guardo sempre il PRIMA.

Guardo il momento in cui una persona PARTE verso qualcosa. Anche quando sta ferma… perché lo stare fermi è comunque un partire verso lo stare fermi.


Spesso (soprattutto nei miei vocali su Telegram) parlo della natura, della sua bellezza e di quanto io riesca a trarre da lei molto di ciò che sono e oggi vi voglio ricordare che l’uomo fa parte di quella natura che sempre insegna.


Io ascolto le storie e apprendo.

Immagino passo dopo passo cosa abbia potuto provare una mamma o un papà o quel figlio che qualcuno ha scelto di non far nascere...


Chi si rivolge a me, spesso, fa una premessa "La mia è una famiglia un po' anomala...".

Vi posso garantire che "strana - anomala - particolare - fuori dal comune" sono gli aggettivi più usati per descrivere le famiglie.

Come se le persone si sentissero in colpa per ciò che altri hanno fatto o si vergognassero di gesti altrui.

Quanta tenerezza!


A volte le persone lasciano trasparire pezzi della loro vita, apparentemente scollegati tra loro, come un puzzle da ricostruire a cui mancano dei pezzi.


Ma nessun pezzo va mai perduto.


La costellazione, grazie al campo sistemico, ci fa vedere che non si perde mai nessuno.

Vedere aiuta a com-prendere, prendere-con-noi, nel nostro cuore, LA BELLEZZA DEI GESTI COMPIUTI.


Soltanto se prendiamo gli altri nel nostro cuore possiamo non giudicare e quindi lasciare a loro la loro vita, il loro passato, le loro scelte e dedicarci a noi, alla nostra vita, al nostro presente e alle nostre scelte.

Io ascolto e al contempo SENTO.


Quel SENTIRE che fino a qualche tempo fa non capivo nemmeno che cosa fosse, che ho giudicato sbagliato e che spesso mi ha fatta sentire pazza, oggi è per me ossigeno.

Vita.

Quel SENTIRE mi conduce ad amare. Sempre.

E quando dico che ”l’amore vince su tutto” o che “siamo nati per essere felici” non sto leggendo il foglietto dentro a un biscotto, ma parlo di ciò che il mio cuore vede.


Vedo i nostri antenati che hanno fatto il loro meglio e così facendo mi sento libera di fare ciò che è meglio per me, senza sensi di colpa né frustrazioni.

Questo è ciò che, secondo me, dovremmo fare tutti: vivere!


…e poi ti dico ancora questo: c’è la primavera in transito verso l’estate…

Io starei ore a fissare un ragno tessere la sua ragnatela o un pettirosso che vola da un ramo al cancello al tetto o le formiche… eppure, la primavera in transito verso l’estate in genere mi manda un po’ in crisi interiore/esistenziale/psicofisica.


L’altro giorno ho pensato “Ma guarda un po’, quest’anno niente depressionmood!”.

Ecco.

Le ultime parole famose…

e vai col walzer del “COSA FARÒ DA GRANDE?”😵😵😵


Però quest’anno è diverso.

Primo: perché adesso so cosa voglio fare (e forse ve lo avevo già detto, non me lo ricordo): la GUARDATRICE DI FILI D’ERBA.

Secondo: perché ciascuno di noi (ovviamente me compresa) porta la propria magia nel mondo e tale magia non c’è stata mai prima di noi perché si plasma con noi, è noi, è unica e non ha limiti nel COSA e non ha limiti nel COME.


Ed ecco che tutto diviene chiaro: la bellezza dei gesti compiuti è il silenzioso e rispettoso sguardo che ciascuno dovrebbe avere nei confronti di tutto e tutti prima di agire in qualsivoglia maniera.


Rispettare le storie degli altri è rispettare gli altri.

Amare è rispettare le storie altrui senza doverle per forza conoscere.

Senza dovercele far raccontare in dettaglio, senza che le persone debbano, necessariamente e sempre, giustificarsi per ciò che sono o per ciò che fanno.

Guardare con amore le storie altrui ci fa sentire al nostro posto.

Guardare con rispetto il passato degli altri è il risultato dell’aver goduto di ogni tassello che ha composto la nostra vita, compresi quelli che non abbiamo capito e quelli che ci hanno fatto soffrire.

Ogni mattoncino del passato mi ha portata qui.

A guardare questo filo file d’erba (operazione interrotta per scrivere l'articolo).

A buttar giù parole che non so chi leggerà.

A ricordarmi che sono figlia di una grande donna e di un grande uomo e il risultato di generazioni e generazioni di esseri che coi loro gesti e movimenti sono stati determinanti per ciò che sono io, ora.

Tutto l'universo in un filo d'erba e... figuriamoci se può non essere anche in me e in te!


Ed è proprio per questo che la chiamo magia.

E pensare che quando mi chiedono “Ma tu che mestiere fai?” io resto muta, come rimbambita, perché "NON TE LO SO DIRE…"


Ma forse, da oggi 17 maggio 2022 (sarà per la Luna piena, l’eclissi e il Vesak?) quando mi chiederanno che lavoro faccio potrò finalmente rispondere:

“VIVO LA MAGIA!”


Auguro altrettanto a TE!


Con amore,

Paola

 

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Dal 02 al 05 giugno 2022

DOVERE e PIACERE - il maschile e il femminile in ciascuno di noi

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La 𝑪𝒖𝒄𝒊𝒏𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒂𝒑𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆 sarà parte integrante del lavoro, nutrendo il corpo esattamente come si nutre l’anima: con attenzione, dedizione e amore.


Residenziale per VIVERE in carne, ossa e spirito l'esperienza

> del PIACERE senza sensi di colpa

> del DOVERE fatto con piacere


Info: paolacosta.residenziali@gmail.com


 

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